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Partecipa a POSIDONIA CONNECT 2026, l’evento aperto al pubblico dedicato alla tutela del Mediterraneo e alle nuove frontiere della ricerca marina.
La Stazione Zoologica Anton Dohrn, insieme alla Fondazione Race for Water, al GIS Posidonie, alla Lega Navale di Napoli e al Comando Logistico della Marina Militare, ti invita a vivere un’esperienza unica tra conferenze scientifiche, sostenibilità ambientale ed esplorazione a bordo del catamarano a zero emissioni ModX70 – Ganany.
Un pomeriggio di incontro e confronto con ricercatori, esperti del mare e membri della missione internazionale impegnata nello studio delle praterie di Posidonia oceanica, ecosistema fondamentale per biodiversità, clima e protezione delle coste.
VENERDì 22 maggio 2026
14:30 – 17:30
Molo San Vincenzo – Comando Logistico Marina Militare & Lega Navale di Napoli
Programma
> 14:30 – 16:00 | Conferenza e incontro pubblico (Sala Rolandi)
> 16:15 – 17:30 | Visita guidata a bordo del catamarano ModX70 Ganany
?️ Ingresso gratuito
Posti limitati – registrazione obbligatoria su Eventbrite
Registrati qui:https://shorturl.at/Rzj3k
Scopri il progetto:https://shorturl.at/W7K3X

Elezione alla carica di Componente del Consiglio Scientifico
appartenente al personale ricercatori/tecnologi in servizio nell’Ente
Della Stazione Zoologica Anton Dohrn
Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie Marine
Candidati
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Raffaella Casotti |
Antonio Di Franco |
Priscilla Licandro |
Maria Vittoria Modica |
| Curriculum Vitae | |||
| Lettera motivazionale |
Le elezioni saranno effettuate nelle seguenti date:
- il giorno 25 maggio 2026: prima votazione ore 8.30-18.30
- il giorno 26 maggio 2026: seconda votazione ore 8.30-18.30 in caso di non raggiungimento del quorum di maggioranza assoluta dei votanti
- il giorno 27 maggio 2026: terza votazione ore 8.30-18.30 in caso di non raggiungimento del quorum del 30% degli aventi diritto al voto
- il giorno 28 maggio: eventuale ballottaggio ore 8.30-18.30 in caso di non raggiungimento del 30% di voti per il membro interno o 25% per i membri esterni del CS.
Documenti
DP n. 98 Approvazione lavori comitato elettorale elezione
DP_n._57_Avvio_procedure_selezioni_membro_interno_CS.pdf
DP n. 68 avvio procedure selezioni membro interno CS - nuova nomina RPA.pdf
Election procedure flowchart.pdf
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Last update, 05.08.2026
LA STAZIONE ZOOLOGICA ANTON DOHRN AVVIA IL MONITORAGGIO ROBOTIZZATO DEL PLANCTON NEL GOLFO DI NAPOLI
Per la prima volta nel Mar Mediterraneo viene installato l’Imaging FlowCytobot (IFCB): un robot sottomarino che, come un vero e proprio microscopio, è capace di scattare 30.000 immagini all'ora per studiare e proteggere la biodiversità marina
La Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN) mette in funzione l’Imaging FlowCytobot (IFCB) nel Golfo di Napoli, la prima installazione in assoluto nel Mar Mediterraneo di una tecnologia d'avanguardia, destinata a rivoluzionare la comprensione e la salvaguardia degli ecosistemi marini.
La "Sentinella" invisibile della salute dei mari
Sebbene invisibili a occhio nudo, gli organismi planctonici sono i pilastri della vita sul pianeta. Il fitoplancton, la componente autotrofa, è il vero "polmone blu" della Terra: produce circa la metà dell’ossigeno che respiriamo e assorbe enormi quantità di anidride carbonica.
Poiché le comunità planctoniche mutano con estrema rapidità, i tradizionali campionamenti manuali e le analisi successive in laboratorio sono spesso insufficienti a monitorare i meccanismi di risposta degli ecosistemi ai cambiamenti. L’IFCB, prodotto da McLane Research Lab, supera questo limite offrendo una tecnologia per automatizzare il campionamento, il conteggio e l'identificazione in tempo reale.
Tecnologia e Intelligenza Artificiale al servizio del mare
L'IFCB è installato sulla boa elastica Meda B della SZN, una piattaforma tecnologica alimentata da pannelli solari e dotata di una stazione meteorologica e di sensori per misurare temperatura, salinità, correnti. Questo "microscopio sottomarino" analizza l'acqua ininterrottamente, catturando fino a 30.000 immagini ad alta risoluzione ogni ora.
La vera rivoluzione risiede nell'integrazione con l'Intelligenza Artificiale: la mole enorme di dati viene analizzata da algoritmi di machine learning che identificano automaticamente specie, forme e dimensioni degli organismi. Questo permette ai ricercatori di monitorare la salute del mare con una precisione e una velocità senza precedenti.
"L'Imaging FlowCytobot è un punto di svolta fondamentale," spiega la Dott.ssa Leonilde Roselli, ricercatrice della SZN "Ci permette di osservare le risposte del plancton alle variazioni ambientali su scale temporali estremamente ridotte, nell'ordine delle ore. Sono proprio queste le scale ecologicamente rilevanti per comprendere come le comunità si organizzano e gli ecosistemi reagiscono agli impatti antropici e ai cambiamenti climatici. Lo strumento permette inoltre di approfondire le dinamiche di successione e le fioriture di singole specie – incluse quelle potenzialmente tossiche –, di analizzare i diversi stadi di sviluppo e le interazioni biologiche che ne regolano l'organizzazione. Si tratta di un'innovazione che ha già rivoluzionato lo studio della biodiversità marina e del funzionamento degli ecosistemi."
Un successo di squadra
Il raggiungimento di questo traguardo tecnologico è il frutto di una sinergia tra ricercatori e tecnici della SZN, dove ogni expertise ha giocato un ruolo cruciale. Il coordinamento scientifico dell'attività è stato curato da Leonilde Roselli e da Emilie Houliez, esperta internazionale di questa specifica tecnologia. La fondamentale analisi della biodiversità e il riconoscimento tassonomico delle specie sono stati eseguiti da Diana Sarno, con il supporto di Eleonora Scalco e Melponemi Mente. Sul fronte operativo, l’integrazione tecnologica del robot sulla piattaforma Meda B è stata gestita da Augusto Passarelli e Simonepietro Canese. Infine, la messa in opera in mare è stata resa possibile dallo staff tecnico composto da Francesco Terlizzi, Davide Errico, Roberto Gallia, Marco Cannavacciuolo, Claudio Iorio e Vincenzo Rando. L'attività ha beneficiato, inoltre, del supporto manageriale di Teresa Romeo.
Con questa innovazione, la Stazione Zoologica Anton Dohrn si pone alla guida e all’esplorazione di un monitoraggio marino ad alta frequenza in Mediterraneo, fornendo strumenti necessari per affrontare le sfide ecologiche del futuro relative alle risposte degli ecosistemi agli impatti antropici compresi i cambiamenti climatici.


6 maggio ore 17:00 presso il museo DaDoM
Gli animali velenosi possono ispirare terrore o repulsione, ma anche curiosità e meraviglia per i loro incredibili adattamenti, che si sono rivelati risorse preziose per lo sviluppo di applicazioni farmacologiche e biotecnologiche.
Ma cosa modula il nostro stato soggettivo nella relazione con il mondo che vive, che pulsa, che muore? Ne parliamo con Elena Gagliasso nel corso nel prossimo appuntamento della mostra Veleni d’aMare, organizzato in collaborazione con Fondazione Dohrn e Amici dell’Acquario.
La Professoressa Elena Gagliasso, Epistemologa e Filosofa della Scienza e delle Scienze del vivente presso Sapienza Università di Roma, è una pensatrice internazionalmente nota in metodologia e storia della biologia moderna, eco-evoluzionismo, scienze e politiche dell’ambiente, e relazioni scienza-società. Autrice di più di 300 articoli e diversi volumi, nella sua ricerca integra biologia evoluzionistica e pensiero ecologico.
La professoressa Gagliasso affronterà il tema di come i nostri stati percettivi e immaginativi siano alla radice dell’atteggiamento di compartecipazione o di ripulsa con il resto dei viventi: per Charles Darwin ‘fratelli’.
Siamo tutti ‘creature di un unico mondo’ ma biofobie e biofilie scorrono in forme molto differenti tra le persone e le culture. Insieme alla professoressa Gagliasso, esploreremo sia le biofobie specifiche nei confronti di particolari organismi che il sentimento diffuso di ripulsa rispetto al vivente, esaminandone origini e implicazioni. Discuteremo anche di biofilia come stato di compartecipazione e condivisione del mondo con molti organismi e del suo legame con la meraviglia. È la pratica viva della meraviglia che permette di riconoscerela propria appartenenza al resto della natura vivente e, come ricordava Rachel Carson, ‘può durare in eterno’.

Vince il sequenziamento del GENOMA, fondamentale per comprenderne l’evoluzione
Cumnia Intertexta, la cosiddetta Lumaca vampiro, è stata eletta Mollusco dell’Anno 2026.
La specie è stata candidata al riconoscimento mondiale da un team di ricercatori guidato da Maria Vittoria Modica (zoologa del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione degli Organismi Marini della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie Marine, che studia questa specie da tempo) e formato dai colleghi Marco Oliverio (Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin, Sapienza Università di Roma), Giulia Furfaro e Michele Solca (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali, Università del Salento).
Cumia intertexta ha superato altre 4 specie ottenendo 5506 voti in una call scientifica globale durante la finale della competizione Mollusc of the Year 2026, promossa dal Senckenberg Research Institute and Natural History Museum di Francoforte che insieme alla Unitas Malacologica, la società che riunisce gli studiosi di molluschi di tutto il mondo ha preselezionato le 5 finaliste tra decine di candidature.
Unica specie del Mediterraneo candidata in questa edizione del concorso, Cumia intertexta è un piccolo gasteropode che ha una strategia alimentare decisamente insolita per un mollusco: si nutre infatti del sangue di diverse specie di pesci, che vengono avvicinati durante la notte mentre riposano sul fondale, grazie all’olfatto particolarmente sviluppato che permette alla lumaca vampiro di localizzare con precisione l’ospite. Quando si trova in prossimità del pesce, la Cumia usa una proboscide flessibile (lunga 10 volte la conchiglia!), dotata di minuscoli denticoli, per agganciarsi alla pelle del pesce e creare al contempo una piccola lacerazione grazie alla quale può iniziare il suo pasto di sangue.
Una volta sazia, ritira la proboscide e torna a nascondersi, lasciando il pesce stordito ma vivo… fino al prossimo pasto!
La specie, di cui il team ha individuato una popolazione nelle acque costiere di Porto Cesareo, in Puglia, abita il mediterraneo meridionale ed è l’unica rappresentante nel nostro mare della famiglia Colubrariidae, che comprende un centinaio di specie per lo più ematofaghe, ovvero che succhiano il sangue ai pesci. Queste lumache vivono prevalentemente in acque basse della fascia tropicale e subtropicale, nascondendosi di giorno sotto i sassi o nelle fessure delle rocce e delle barriere coralline, per attivarsi di notte. Le loro vittime preferite sembrano essere i pesci pappagallo per la loro abitudine di rifugiarsi ogni notte nello stesso sito. Sebbene raro, il vampirismo si è evoluto indipendentemente più volte nei gasteropodi, con specie ematofaghe anche nelle famiglie Cancellariidae e Marginellidae. Tutte queste famiglie appartengono allo stesso gruppo, quello dei neogasteropodi, caratterizzato da uno stile di vita predatorio in cui spesso la preda viene paralizzata grazie alla produzione di tossine, come nelle più note specie del genere Conus, in grado di iniettare un veleno neurotossico lanciando dei dardi acuminati.
Anche in Cumia intertexta sono state identificate numerose tossine: proteine ad azione citolitica, ovvero in grado di rompere le membrane cellulari e facilitare l’accesso ai vasi sanguigni; enzimi che aumentano la pressione del pesce e quindi la “portata” del sangue e la velocità a cui viene ingerito; neurotossine che anestetizzano il pesce durante il pasto; e una serie di peptidi anticoagulanti e antiaggreganti che mantengono il sangue fluido. Diverse di queste molecole bioattive potrebbero servire per sviluppare nuovi farmaci e sono attualmente allo studio in collaborazione con medici e farmacologi.
Imprescindibile a questo punto per avanzare nella ricerca è la conoscenza dell’organizzazione del genoma di questa specie, che può fornire informazioni fondamentali sulla variabilità genetica alla base della produzione dei composti bioattivi, rendendo la nostra Cumia intertexta una specie modello per la venomica, la disciplina che studia i veleni ed i sistemi veleniferi in natura. Si tratta di un’area di ricerca molto promettente per la scoperta di composti bioattivi potenzialmente applicabili sulla specie umana (bioprospecting). Sfrutta infatti i milioni di anni di ottimizzazione effettuata dalla selezione naturale che hanno permesso agli organismi velenosi di produrre composti bioattivi estremamente potenti e specifici per i loro target molecolari. Tra l’altro, i pesci hanno dei meccanismi di coagulazione molto efficienti, per compensare il maggior rischio di sanguinamento in ambiente aquatico, il che rende la ricerca sugli ematofagi marini particolarmente interessante.
Il team desidera ringraziare di cuore le migliaia di persone che hanno permesso alla lumaca vampiro, grazie ai loro voti e all’interesse dimostrato, di ottenere questo importante riconoscimento!



Evento dedicato a Scuole secondarie di secondo grado classi terze e quarte
Il prossimo 29 maggio, l’Auditorium dell’Agenzia Spaziale Italiana ospiterà l’evento "UPGRADE 1946: è il mio turno. 80 anni dal voto delle donne, il futuro inizia ieri", un’iniziativa corale promossa dai Comitati Unici di Garanzia (CUG) di ASI ISS, ISTAT, INAPP, CNR, ENEA, ISPRA, CREA, AIFA, ENAC, INVALSI, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Sapienza Università di Roma, UnivAQ (L'Aquila), Unimore (Modena e Reggio Emilia).
Punto di partenza per il dibattito sull'evoluzione dei diritti e delle libertà sarà la proiezione del film "C’è ancora domani" di Paola Cortellesi, un'opera potente che guiderà la riflessione collettiva.
Il programma prevede un dialogo dinamico tra scienza, storia e società, arricchito dalla partecipazione di relatrici e relatori d'eccezione che offriranno "pillole" di approfondimento sui temi dell'evoluzione sociale e dei diritti:
- Rosanna Oliva de Conciliis: attivista per i diritti e scrittrice;
- Elena Caruso: ricercatrice universitaria presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bristol (UK);
- Luciana Delfini: avvocata, presidente del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Roma e Consigliera regionale di parità supplente per la Regione Lazio;
Moderatore dell’evento Antonio Tintori Scienziato Sociale CNR
Protagonisti assoluti saranno le studentesse e gli studenti, che animeranno l'evento presentando i propri reel e interagendo attivamente con le/gli ospiti e il pubblico in sala, rendendo il confronto un vero momento di scambio generazionale.
Modalità di partecipazione: Le classi interessate a partecipare in presenza presso l'Auditorium ASI devono procedere alla registrazione obbligatoria tramite il seguente link: Evento UPGRADE 1946: è il mio turno – Compila modulo
Non saranno prese in considerazione richieste prive della lettura, comprensione e conferma dell'Informativa ex artt. 13 e 14 Reg. UE 2016/679 e dichiarazioni liberatorie o mancanti di informazioni relative ai contatti del richiedente.
Le iscrizioni saranno accolte fino al raggiungimento della capienza massima dei posti disponibili.
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lo squalo della Groenlandia (Somniosus microcephalus), il vertebrato più longevo conosciuto, può vivere per centinaia di anni. Uno studio guidato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa (SNS), in collaborazione con CNR di Pisa, Stazione Zoologica Anton Dohr di Napoli (SZN) e Università di Genova ha mostrato che questi animali convivono con gravi patologie cardiache — come fibrosi, danni mitocondriali e stress ossidativo — senza che ciò ne comprometta la sopravvivenza nelle profondità oceaniche.
A spiegarlo è il professor Alessandro Cellerino (SNS): “La chiave è il fenomeno della ‘resilienza’, che in fisiologia indica la capacità di un organismo di mantenere le sue funzioni anche in presenza di una patologia. Qui abbiamo il caso di un vertebrato il cui cuore può convivere con lesioni cardiache letali per la specie umana. Se riuscissimo a comprendere i meccanismi molecolari che consentono questa grande capacità di adattarsi, avremo la possibilità di identificare meccanismi sinora inesplorati che -se attivati- potrebbero favorire un invecchiamento in salute e una maggiore longevità anche nell’uomo”.
“L’analisi istologica ha rivelato che le lesioni presenti nei cuori degli squali della Groenlandia non sono conseguenze della vita in profondità, in quanto assenti nello squalo lanterna, e sono presenti solo in parte e non sono così estreme nel killifish anziano. In particolare, sono state osservate estese fibrosi interstiziali e perivascolari in tutto il miocardio ventricolare, un estremo accumulo di lipofuscina (nota come il “pigmento dell’invecchiamento”) nei cardiomiociti, un’abbondante deposizione del marcatore di stress ossidativo 3-nitrotirosina ed un esteso danno ai mitocondri, spiega Cellerino -. Nonostante la presenza di questi molteplici marcatori tipici dell’invecchiamento, questi esemplari apparivano sani e fisiologicamente integri al momento della cattura. Il segreto per loro sembra quindi essere la capacità non di evitare, ma di adattarsi a queste lesioni cardiache”.
“Quando ho messo il primo vetrino sotto al microscopio non ho creduto ai miei occhi, e intendo letteralmente! Ho subito pensato a un errore tecnico o a un problema di quello specifico campione, non era possibile tutta quella fibrosi in un animale vivente. I dati e gli esperimenti dei mesi successivi hanno però confermato quello che sembrava impossibile, stavamo guardando tessuti cardiaci di animali sani, e addirittura centenari” commenta la Dott.ssa Elena Chiavacci (SNS).
La ricerca, condotta nel 2025 con istituti italiani e internazionali, ha analizzato i tessuti cardiaci di dieci esemplari, confrontandoli con specie a vita più breve. Ha contribuito anche la dott.ssa Eva Terzibasi Tozzini, neurobiologa della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli: “Questi risultati indicano che la longevità dello squalo della Groenlandia deriva dalla capacità di tollerare e compensare il danno tissutale e dimostra una volta ancora come lo studio dell’evoluzione, i processi adattativi e la biologia degli organismi marini abbia implicazioni anche per la salute umana.”
Il prossimo passo sarà identificare i meccanismi molecolari alla base di questa resilienza, con possibili ricadute sullo studio dell’invecchiamento in salute.
Un contributo fondamentale allo studio è stato offerto dal professor John Fleng Steffensen dell’Università di Copenaghen, tra i primi a descrivere la straordinaria longevità della specie, recentemente scomparso. “questo studio è dedicato alla sua memoria” conclude Cellerino.

I ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno documentato la presenza di una popolazione di grandi squali a circa 200 metri di profondità tra Ischia e Capri. Pubblicato articolo scienfico su Ecology
I ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno documentato la presenza di una popolazione di squali di grandi dimensioni in prossimità dell’area urbana di Napoli, nell’ambito delle attività finanziate dal National Biodiversity Future Center (NBFC-PNRR). In un articolo scientifico pubblicato sulla rivista internazionale Ecology, gli autori riportano l’osservazione di un’aggregazione di squali capopiatto (Hexanchus griseus), con individui che raggiungono fino a 5 metri di lunghezza, associata a biocostruzioni profonde localizzate tra le isole di Ischia e Capri.
“Pochi individui erano già stati osservati in precedenza durante immersioni con ROV (veicoli operati da remoto) coordinate dal collega dott. Simonepietro Canese, ma non avevamo idea che ce ne fossero così tanti in un’area così piccola”, afferma Simona Noè, autrice principale dello studio. «Probabilmente beneficiano di una certa protezione grazie ai banchi di coralli di acque profonde presenti sul reef che, scoraggiando le attività di pesca, possono offrire un potenziale rifugio a questi esemplari», aggiunge.
Per la raccolta dei dati, i ricercatori hanno impiegato sistemi video subacquei costruiti su misura e dotati di esche per attirare gli squali. Questi sistemi, realizzati in collaborazione con i tecnologi dalla Core Facility ‐ Infrastrutture per la Ricerca a Mare (IRM) della Stazione Zoologica Anton Dohrn, consentono di stimare l’abbondanza dei pesci, senza ucciderli né ferirli, e a costi relativamente bassi.
Sebbene questa specie possa raggiungere dimensioni paragonabili a quelle dello squalo bianco, non rappresenta una minaccia per l’uomo. Di solito vive in acque più profonde, in questo caso gli avvistamenti sono avvenuti a una profondità di circa 200 metri, e nel Mar Mediterraneo si nutre principalmente di piccoli pesci.
“H. griseus potrebbe svolgere un ruolo importante negli ecosistemi di acque profonde, trasportando nutrienti dagli strati superficiali alle profondità”, commenta il responsabile del progetto, Trevor Willis, “ma al momento ne sappiamo ancora molto poco”.
“Nonostante la specie venga occasionalmente catturata come by-catch nelle attività di pesca, non sono disponibili stime affidabili sull’abbondanza delle popolazioni locali”, aggiunge Simona Noè. “La presenza di un’aggregazione così numerosa di H. griseus in prossimità di una grande area metropolitana è molto incoraggiante per l’ecosistema del Golfo di Napoli”.

Oggi, 22 aprile, in occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo, una delegazione della Consulta dei Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca (CoPER), guidata dal Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un incontro dedicato al riconoscimento del ruolo della ricerca scientifica nello sviluppo del futuro del Paese.
Ogni anno, dall’istituzione nel 2018 da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca, d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero della Salute, la Giornata pone al centro l’ampio spettro della ricerca italiana e il suo prezioso contributo alla scienza internazionale. Quest’anno, è stato il presidente della CoPER, Antonio Zoccoli, a illustrare le attività e i principali risultati degli enti di ricerca italiani e il loro instancabile impegno per lo sviluppo scientifico, tecnologico ed economico del Paese.
“È stato un onore essere ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo, e avere modo di presentare, insieme al Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, le ricerche di eccellenza che l'Italia porta avanti a livello nazionale e internazionale in tanti settori diversi”, ha dichiarato Antonio Zoccoli, presidente della CoPER. “La ricerca è uno dei pilastri fondamentali della nostra società, e ci può guidare in questi tempi di grande incertezza”.
In uno scenario globale come quello attuale, caratterizzato da rapide trasformazioni e competizione crescente, visione, continuità e programmazione strategica sono imprescindibili, e il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha ricordato, a tal proposito, il concreto sostegno alla ricerca da parte del Ministero.
“Desidero ringraziare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’attenzione costante e la sensibilità che ha sempre dedicato alla ricerca. La Giornata della ricerca italiana nel mondo è una straordinaria occasione per riconoscerne il valore strategico per il futuro del Paese e per valorizzare il contributo dei nostri ricercatori, in Italia e all’estero, nel rafforzare la capacità dell’Italia di innovare, competere e affermarsi nello scenario globale”, ha dichiarato il Ministro Bernini. “Quella di oggi è una celebrazione che acquista ancora più valore perché sostenuta da scelte concrete. L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sul percorso avviato dal Ministero in questi mesi e per condividere con il Presidente della Repubblica le misure che stiamo portando avanti: interventi reali che, passo dopo passo, stanno delineando una direzione chiara. Una direzione in cui la ricerca torna al centro delle politiche pubbliche e si afferma come leva strategica per lo sviluppo e il futuro del Paese.
La ricerca scientifica è oggi uno dei principali motori di crescita e competitività, e il terreno in cui si anticipano i cambiamenti e prendono forma le innovazioni di lungo periodo. Ma è anche una dimensione che ignora le frontiere, in cui si costruiscono il dialogo, la collaborazione e le relazioni tra Paesi: è un importante veicolo di pace e collaborazione, come ci ha insegnato la pandemia di Covid-19 e come ci dimostrano le grandi infrastrutture di ricerca internazionali".
Alcuni momenti dell'incontro al quirinale.


Proiezione e dibattito – 22 aprile, ore 9:30 Salone delle Bandiere, Messina
Napoli, 20 aprile 2026 – In occasione della Giornata Mondiale della Terra, il prossimo 22 aprile alle ore 9:30, il Salone delle Bandiere del Comune di Messina ospiterà l’iniziativa: “Il valore della Biodiversità attraversa lo Stretto di Messina”. L'evento, promosso dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn e dall’Inner Wheel Club dello Stretto di Messina, nasce per raccontare la straordinaria ricchezza di un tratto di mare che funge da vero "laboratorio naturale" per l'intero Mediterraneo.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali della Dott.ssa Teresa Romeo (Direttrice delle sedi Sicilia e Calabria della Stazione Zoologica Anton Dohrn), della Prof.ssa Paola Dugo (Prorettrice alla Ricerca dell’Università di Messina), delle Autorità Marittime, e della Dott.ssa Letizia Ragona (Presidente dell'Inner Wheel Club dello Stretto).
Il momento centrale della mattinata sarà la proiezione del documentario diretto da Roberto Rinaldi (GG Production), celebre subacqueo e regista. Il documentario offre immagini inedite della straordinaria ricchezza naturalistica dello Stretto, raccontando un’eccezionale impresa subacquea alla ricerca di organismi rari e mettendo in luce il ruolo fondamentale della ricerca scientifica nella tutela e conservazione della biodiversità.
Dopo la visione, la parola passerà agli esperti per un dibattito moderato dall’Avv. Silvana Paratore. Il confronto vedrà la partecipazione del regista Roberto Rinaldi e della Dott.ssa Teresa Romeo, affiancati dalla Dott.ssa Paola Del Negro (Direttrice Generale dell’OGS).
Il tavolo tecnico si arricchirà con i contributi della Prof.ssa Ivana Bonaccorsi (Associata di Chimica degli Alimenti) e della Dott.ssa Daniela Pica (Ricercatrice SZN), affrontando anche i temi della gestione territoriale e produttiva con l’Avv. Francesco Rizzo (Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto), il Dott. Claudio Berti (Primo tecnologo della Stazione Zoologica Anton Dohrn), il Dott. Giovanni Mangano (Presidente dell’AMP di Capo Milazzo), il Dott. Nino Accetta per il settore pesca e la Dott.ssa Donatella Manzo (Dirigente del Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana).
L’iniziativa rappresenta una preziosa occasione per sottolineare come la collaborazione tra enti, istituzioni e associazioni sia l'unica via per la salvaguardia di un'area così vulnerabile agli impatti antropici e al cambiamento climatico. L’evento si propone dunque non solo come momento di divulgazione scientifica, ma come stimolo alla consapevolezza collettiva.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.














