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Sei qui: HomeNewsNewsSeminario Interno - Understanding the cell diversity of the sea urchin larva: Emphasis on the nervous system & novel neuronal subtypes

Monica Montefalcone fotoScrivere della scomparsa di una persona la cui costante espressione era il sorriso non è semplice.

Monica Montefalcone era Professoressa Associata di Ecologia all’Università di Genova, dove aveva conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze della Terra e del Mare. Prima ancora si era laureata presso l’Università degli Studi di Milano.

Nata a Milano, lontano dal mare, aveva trovato la sua ‘gemella’ in una pianta marina, Posidonia oceanica, che è diventata il fil rouge della sua vita professionale. Tesi di Laurea e Dottorato hanno avuto come soggetto di studio proprio le praterie di P. oceanica in Liguria. Ne era diventata col tempo un’esperta internazionale, come dimostrano le numerose pubblicazioni su riviste scientifiche, i tanti progetti che ha diretto e il cordoglio che sta giungendo anche dall'estero. Il suo sforzo era volto a ‘salvare’ questa pianta attraverso la sua ricerca e a convincere le persone fuori dell’accademia a contribuire attraverso le attività, non meno importanti, di disseminazione e comunicazione. Era a suo agio tanto ad un convegno scientifico, quanto davanti ad una telecamera…con una costante, il suo sorriso. Lo stesso sorriso che accoglieva chiunque passasse all’Università, il sorriso che aveva anche quando si parlava di fatti non necessariamente positivi, ma soprattutto il sorriso di quando mostrava, con orgoglio, la sua foto di bambina al mare con già addosso un mutino da sub.

Monica ha avuto i suoi mentori — che hanno da subito captato la sua passione per il mare, le sue capacità e le sue motivazioni — da cui ha saputo cogliere il senso, il valore e l’impegno di ‘fare l’ecologo marino e occuparsi di conservare’ questa meravigliosa massa di acqua salata insieme con i suoi ‘compagni’ viventi, umani e non umani. Come in natura energia e materia fluiscono nel tempo, nello spazio, tra viventi e non viventi, Monica ha fatto poi fluire la sua energia alle giovani generazioni di ecologi marini che con lei si sono formati o hanno lavorato. Era dinamica, instancabile, sempre pronta a condividere il sapere scientifico e a trasformare ogni uscita in mare in un momento di apprendimento e di scambio, soprattutto per le nuove generazioni.

Monica non era sola in quel mare maldiviano. Con lei hanno tragicamente perso la vita sua figlia Giorgia, che con la madre condivideva la passione per la subacquea, Muriel, assegnista di ricerca all'Università di Genova, e Federico, che stava muovendo i primi passi nel mondo della ricerca marina. Con loro anche Gianluca, istruttore e capobarca, che quel mare lo conosceva profondamente. Vite diverse, accomunate dalla stessa grande passione.

Il vuoto che Monica lascia, in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla, è umano oltre che professionale. Il suo percorso di carriera Monica se lo è costruito con dedizione, coerenza, competenza e senso del dovere. Non ha mollato neanche un centimetro di fronte ad alcune difficoltà, costruendosi con le proprie mani quello che nessuno avrebbe potuto toglierle. Era una persona sempre pronta ad ascoltare con sincero interesse nuove idee e punti di vista. Aveva la rara capacità di mettere a proprio agio fin da subito: bastavano pochi minuti con lei per sentirsi in perfetta sintonia.

Monica è stata e deve continuare ad essere un modello per tante giovani ricercatrici e ricercatori: una persona capace di dimostrare che la carriera scientifica può convivere con il sorriso, l’ascolto, la collaborazione e rimanendo profondamente esseri umani.

Alla sua famiglia in primo luogo, ma anche alle studentesse, agli studenti, ai colleghi, alle colleghe e a chiunque la conoscesse va il pensiero di un’intera comunità che non la dimenticherà e che cercherà

di portare avanti anche per lei il meraviglioso e necessario lavoro di proteggere la nostra comune, grande ‘casa salata’, per la quale Monica si è spesa con tutta la sua passione, energia e competenza.

Un saluto da parte di tutte e tutti della Sede di Genova della Stazione Zoologica Anton Dohrn e dal Consiglio di Amministrazione SZN ed i ricercatori tutti.

 

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