La liberazione è in programma mercoledì 12 novembre a Praiano, in costiera amalfitana
Portici (Na), 10 novembre 2025 – Mercoledì 12 novembre, Saphira, giovane esemplare di Lepidochelys kempii, la tartaruga marina più rara al mondo, sarà reintrodotta in natura nelle acque antistanti Praiano, in Costiera Amalfitana, dove era stata soccorsa lo scorso giugno in condizioni critiche.
Il recupero era stato possibile grazie all’intervento dell’equipaggio del Plaghia Charter, coordinato da Domenico Sgambati e Alba Fagnano, a seguito di una segnalazione ricevuta dall’Area Marina Protetta Punta Campanella. L’animale, fortemente debilitato e disorientato, era stato quindi trasferito d’urgenza al Turtle Point di Portici (Na), centro specializzato nella cura delle tartarughe marine gestito dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn.
Saphira presentava un nuoto sbilanciato, uno stato di grave emaciazione e diverse ferite, tra cui una particolarmente preoccupante sulla testa. Fortunatamente, le indagini di Tomografia Computerizzata (CT) eseguite presso il Centro Interdipartimentale di Radiologia Veterinaria (CIRV), sotto il coordinamento del prof. Meomartino, hanno escluso danni cerebrali. Successivamente, l’esemplare è stato sottoposto a ulteriori esami neurologici e oftalmologici, condotti dalla prof.ssa Barbara Lamagna del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Napoli Federico II, che hanno confermato l’assenza di deficit residui.
Durante la degenza presso il Turtle Point è stato possibile confermare la presenza di grandi quantità di plastica ingerita, tra cui spugne sintetiche e frammenti di materiali vari, che avevano causato una costipazione intestinale e un falso senso di sazietà, contribuendo ad aggravare lo stato di denutrizione dell’esemplare.
“L’ingestione accidentale di plastica è tra le cause più frequenti di ricovero, spesso accompagnata da altre problematiche”, spiega il dott. Andrea Affuso, veterinario responsabile del Turtle Point, “la riscontriamo in oltre l’85% degli esemplari ospedalizzati. Dopo aver escluso la presenza di altre patologie, grazie a un protocollo di riabilitazione alimentare e fisioterapica svolto nel nostro canale di nuoto, una struttura unica nel suo genere, abbiamo gradualmente ristabilito le condizioni di Saphira, preparandola al rilascio.”
Ma Saphira non tornerà in mare da sola. Grazie alla collaborazione con Sea Shepherd Italia e IMilani società benefit, sarà dotata di un trasmettitore satellitare FastLoc GPS che permetterà di monitorarne gli spostamenti e raccogliere dati preziosi sul comportamento della specie nel Mediterraneo.
“Saphira è un giovane esemplare della più rara specie di tartaruga marina”, afferma Sandra Hochscheid, Primo Ricercatore e referente del Gruppo Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica. “Questi animali si riproducono lungo le coste del Golfo del Messico e compiono migrazioni oceaniche straordinarie. In rarissimi casi raggiungono il Mediterraneo, ma cosa facciano una volta entrati nel nostro mare è ancora poco noto. I dati di telemetria satellitare sono scarsi: solo due esemplari sono stati monitorati finora, e solo uno nel Mediterraneo occidentale. Grazie a Saphira, potremo colmare parte di questa lacuna e contribuire alla comprensione dell’ecologica della specie.”
Andrea Morello, Presidente di Sea Shepherd Italia Onlus, dichiara: "Saphira non è solo una tartaruga che torna al mare: è un simbolo di resilienza e di alleanza tra scienza, tecnologia e azione diretta. Ogni volta che un animale come lei riprende a nuotare libero, ricordiamo che la salute degli oceani e quella dell’umanità sono inseparabili. Il trasmettitore satellitare che porterà con sé, reso possibile grazie al supporto di IMilani Società Benefit, non è un ponte tra mondi: quello degli scienziati che studiano e quello di chi, come noi, ogni giorno difende sul campo gli ecosistemi marini.
Sea Shepherd è nata per proteggere la vita del mare, e collaborazioni come questa con la Stazione Zoologica Anton Dohrn e con partner etici come IMilani dimostrano che la scienza, l’impresa responsabile e la conservazione possono navigare nella stessa direzione. Quando Saphira tornerà a tuffarsi, il suo viaggio parlerà per tutti noi: il mare può guarire, se impariamo ad ascoltarlo e a difenderlo con la stessa forza con cui lui, da sempre, sostiene la nostra vita”.
Il rilascio avverrà dalla spiaggia di Praiano, con il supporto dell’Amministrazione locale. Il ritorno in mare di Saphira rappresenta un momento di speranza e responsabilità: un’occasione per sensibilizzare la comunità, promuovere la tutela ambientale e sostenere la ricerca scientifica. Un segnale concreto che collaborazione e impegno condiviso possono fare la differenza per il futuro delle specie marine.












